Ipazia di Alessandria: sangue in biblioteca
La folla la trascina giù dal carro, per le strade di Alessandria—poi la fa a pezzi con tegole.

Panini — "Ancient Rome" (1757), public domain
Trascinata fuori dalla Biblioteca
La folla strappa Ipazia dal suo carro, le vesti lacerate nella polvere di primavera di Alessandria. Una pila di tegole rotte brilla sul ciglio della strada. I suoi studenti assistono inorriditi mentre la mente più brillante della città viene massacrata in pieno giorno.
Ragione contro fanatismo
Ipazia insegnava matematica e filosofia nella grande biblioteca, attirando pagani e cristiani alle sue lezioni. Ma Alessandria è una polveriera—vescovo contro prefetto, antichi dèi contro nuova fede. La sua amicizia con Oreste, il governatore romano, la rende un bersaglio.
La fine di un’epoca
Dopo l’omicidio di Ipazia, gli studiosi di Alessandria iniziano a sparire. L’epoca in cui i libri potevano cambiare il mondo lascia il posto a quella in cui la violenza e il fanatismo hanno la voce più forte.
Ipazia, filosofa e matematica, fu presa di mira non solo per le sue idee pagane, ma perché la sua voce risuonava più forte dei vescovi della città. In un mondo in ebollizione tra fedi rivali e giochi di potere, lei stava al crocevia tra scienza, potere e rabbia. La sua morte segna il momento in cui una città famosa per la ragione si arrende al fanatismo.