L’Asindeto di Cesare
«Veni, vidi, vici.» — Giulio Cesare non sprecava parole dopo aver schiacciato Farnace nel 47 a.C.

Il fulmine a tre parole di Cesare
Dopo aver sconfitto il re Farnace II del Ponto a Zela nel 47 a.C., Giulio Cesare inviò un rapporto telegrafico al Senato romano: «Veni, vidi, vici» — «Venni, vidi, vinsi». Lo racconta Svetonio ne Le Vite dei Cesari (Divus Julius, 37).
Più di una vanteria, un avvertimento
La frase di Cesare non era solo brillante. Segnalava la velocità e la certezza con cui schiacciava i nemici di Roma—e, per i suoi rivali, quanto in fretta la fortuna potesse cambiare. Il Senato sentì più di una notizia; sentì l’avvertimento di un uomo capace di cambiare la storia in un giorno.
Con tre parole in una lettera al Senato, Cesare annunciò una vittoria rapida e totale—e si fece leggenda nella brevità latina.