Fragmenta.
Storia·Roma Antica·Prima Roma Repubblicana, Prima guerra punica (III secolo a.C.)

Regolo affronta la morte per la sua parola

Un generale romano torna a Cartagine, sapendo che lo aspettano tortura e morte—solo per mantenere la sua promessa.

Regolo affronta la morte per la sua parola

Salvator Rosa — "The Dream of Aeneas" (1660–65), public domain

Legato dal giuramento—e dalle catene.

Dopo essere stato catturato in battaglia, Marco Attilio Regolo viene mandato a Roma dai cartaginesi per negoziare la pace—a patto che, se fallisse, sarebbe tornato indietro. Lui stesso convince il Senato a rifiutare le condizioni, e poi, fedele al giuramento, torna senza esitazione nelle mani del nemico.

Morte da eroe—o monito?

Fonti antiche come Livio e Cicerone raccontano che Regolo andò incontro a morte certa. I cartaginesi lo avrebbero torturato fino alla fine, per punire la sua lealtà. I romani lo celebrarono come modello di gravitas: dovere incrollabile, a qualsiasi prezzo.

Chi lo farebbe oggi?

Il nome di Regolo divenne sinonimo di virtù romana. Ma già ai suoi tempi, qualcuno si chiedeva se quell’onestà ostinata fosse nobiltà o follia. La linea tra leggenda e realtà è sfocata, ma l’immagine di Regolo che cammina verso il suo destino non svanisce.

Per Regolo, l’onore non era solo una parola. Valeva più della sua stessa vita.

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