Frine, la donna che osò spogliarsi in tribunale
L’aula trattiene il fiato. Frine è sotto accusa—il suo difensore le strappa la veste, la mostra nuda alla giuria.

Persephone Painter — "Terracotta bell-krater (bowl for mixing wine and water)" (ca. 440 BCE), public domain
La bellezza come arma
L’aula trattiene il fiato. Frine è sotto accusa—il suo difensore le strappa la veste, la mostra nuda alla giuria. In quell’istante, il confine tra vergogna e potere si confonde.
Il vero processo di Atene
Frine, celebre etera, fu accusata di empietà—un’accusa tanto politica quanto morale. Davanti a una giuria di cittadini maschi, non poteva parlare per sé, così il suo difensore puntò tutto sullo spettacolo. La città che adorava la bellezza non riuscì a condannarla.
Giudizio di carne
La giuria la assolve, travolta da ciò che ha visto. Il corpo di Frine le salva la vita—ma rivela anche quanto poco Atene si fidasse delle sue stesse leggi davanti a un potere che non sapeva nominare.
Frine non era famosa solo per la bellezza, ma per averla usata come arma. Ad Atene, dove le donne non potevano parlare in tribunale, costrinse la città a guardarla e giudicarla—alle sue condizioni, scandalose e potenti.