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Mito Sfatato·Grecia Antica·Grecia Classica

Filosofi greci e lavoro manuale

Ti immagini Socrate e Platone che guardano dall’alto in basso chiunque lavori con le mani. Solo pensiero puro, mai unghie sporche.

Filosofi greci e lavoro manuale

Florent Mols — "View of Greek classical ruins", Public domain

Il mito del pensatore ozioso.

Probabilmente hai sempre immaginato Socrate con in mano solo una coppa o un rotolo—pensare era roba da mente, non da muscoli. I filosofi discutevano tra colonne di marmo mentre altri costruivano, impastavano o coltivavano. Questa è l’immagine da libro di scuola.

La filosofia incontra i calli.

Ma Zenone, fondatore degli Stoici, insegnava nella stoa che sapeva ancora di bancarelle. Socrate stesso era scalpellino di mestiere, come racconta Platone. Diogene viveva in una botte e faceva tutto da solo—compreso mendicare, spazzare e persino rattoppare il suo mantello. Altro che torri d’avorio.

Da dove nasce il mito dello snob?

I ricchi romani, più tardi, amavano distinguersi dal ‘lavoro manuale’. Platone sosteneva che certi mestieri distraessero dalla ‘vita buona’, ma le città greche si reggevano su pensatori operai, e le scuole filosofiche spesso si incontravano in palestre piene di lavoratori. La realtà era più sudata—e molto più interessante—del mito.

Alcuni dei filosofi greci più celebri lavoravano con orgoglio come artigiani o manovali, e almeno uno insegnava in palestra ancora coperto di segatura.

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