Testimoni legali romani identificati dai denti
Alcuni documenti legali romani non venivano firmati con una penna—ma con un morso.

Joos van Wassenhove — "The Adoration of the Magi" (1472–74), public domain
Un’impronta dentale al posto della firma
Alcuni romani firmavano documenti ufficiali mordendo la cera morbida. L’impronta dei denti sostituiva la firma scritta—prova che avevano accettato.
Perché mordere la cera?
Molti a Roma, soprattutto schiavi e donne, non sapevano scrivere il proprio nome. Per confermare la loro identità, premevano i denti su un sigillo di cera alla fine del contratto. Gli scrittori legali romani lo citano—è una pratica d’archivio, non una leggenda.
I romani che non sapevano scrivere affondavano letteralmente i denti nella cera per firmare i contratti, lasciando un’impronta dentale unica. Gli archeologi hanno trovato tavolette di cera e testi legali che descrivono questo metodo—il tuo sorriso, immortalato come identificazione. Per molti, era più vincolante di un nome scritto.