I kit dei chirurghi romani non temono il confronto con i moderni
I chirurghi di Pompei avevano bisturi, pinze e trapani per ossa—di bronzo, ma subito riconoscibili.

Unknown — "Bronze stylus" (1st‒2nd century CE), public domain
Attrezzi di bronzo, forme moderne
Tra le rovine di Pompei, gli archeologi hanno trovato il kit di un medico: file di coltelli, pinzette e persino speculi vaginali. Ogni strumento calza in mano. Alcuni potrebbero passare per acciaio inox moderno—se non fosse per la patina dei secoli.
Chirurgia antica, rischi reali
I chirurghi romani operavano alla luce del giorno, su letti di legno e senza veri antidolorifici. Eppure i loro strumenti permettevano di rimuovere tumori, riparare ossa rotte e persino operare la cataratta—una prova di abilità e coraggio, non solo di fortuna.
Gli archeologi hanno ritrovato interi set di strumenti chirurgici romani nelle case dei medici di Pompei, conservati sotto la cenere: bisturi, seghe per ossa, pinze, speculi, persino ganci e aghi delicati. Alcuni sembrano quelli di oggi. I chirurghi romani operavano la cataratta, rimuovevano calcoli e legavano arterie—secoli prima dell’anestesia moderna.