Oggi nella storia: Roma riapre i battenti
26 settembre nel calendario romano—dies comitialis. I tribunali si riaprono cigolando e il Foro torna a pulsare di vita.

Jan van Eyck — "The Crucifixion; The Last Judgment" (ca. 1436–38), public domain
La città torna a far rumore.
Oggi, il calendario romano segna dies comitialis—un giorno in cui gli affari pubblici sono permessi. Dopo una pausa di silenzio sacro, le pietre del Foro risuonano di avvocati, senatori e clienti impazienti di agire. Ora l’aria è piena di politica, non di preghiere.
I giorni del calendario avevano il coltello dalla parte del manico.
I romani non potevano votare o fare causa quando volevano. Regole sacre dividevano l’anno in giorni per gli affari, giorni per il culto e giorni in cui non si faceva nulla. Il dies comitialis era la linfa vitale dei dibattiti cittadini, e ogni cittadino imparava a scrutare il calendario come un falco.
Un dies comitialis permetteva ai romani di votare, dibattere e risolvere cause—a scandire il battito civico dopo giorni di silenzio religioso. Il calendario non era solo numeri: era il permesso di parlare, agire e discutere.