Fragmenta.
Curiosità·Roma Antica·Roma Imperiale

Leggi romane sull’abbigliamento: il porpora dei potenti

Un senatore entra nel foro con una striscia di porpora brillante come viole schiacciate. Non è una questione di moda—è la legge.

Leggi romane sull’abbigliamento: il porpora dei potenti

baron François Gérard — "Madame Charles Maurice de Talleyrand Périgord (1761–1835)" (ca. 1804), public domain

Status in una striscia di porpora

Un senatore si erge nel foro, la toga segnata da una profonda striscia di porpora. Non è solo un vezzo—quel piccolo nastro di colore separava l’élite di Roma dalla folla.

Tintura da imperatori

La porpora di Tiro si ricavava da molluschi del Mediterraneo. Per un’oncia servivano migliaia di conchiglie bollite per giorni. La legge romana riservava le sfumature più ricche all’imperatore e agli alti funzionari. Chiunque altro rischiava l’esilio—o peggio.

Quando il colore era potere

Ancora oggi, un tocco di colore può mandare un messaggio. Nell’antica Roma, il pigmento giusto poteva farti fare carriera—o costarti la vita.

Solo l’imperatore poteva indossare una veste interamente tinta di porpora di Tiro, il colore più costoso del mondo. Ai senatori spettava una larga striscia porpora sulla toga, agli equites solo una sottile. La porpora di Tiro si otteneva da migliaia di molluschi schiacciati, e chi la imitava rischiava pene severe—fino alla morte sotto certi imperatori. A Roma, il colore era davvero un segno di potere.

Tre minuti al giorno.

Storie verificate dall'antica Grecia e Roma, consegnate ogni mattina come schede scorrevoli.

Scarica per iOS
5.0 sull'App Store