Il Mito del Pollice: Gladiatori e Leggende
Immaginiamo folle romane che decidono la sorte di un gladiatore con un pollice su o giù. Hollywood l’ha reso iconico. I romani non l’hanno mai fatto—almeno, non così.

Pollice su? Pollice giù? Non così in fretta.
La folla urla. L’imperatore decide. Un pollice verso l’alto—salvezza, giusto? Un pollice che scende—condanna. Così ci raccontano i film. Ma nessuna fonte antica lo spiega in modo così chiaro.
I veri gesti erano più criptici.
Scrittori come Giovenale e Svetonio parlano di gesti, ma i dettagli si sono persi nella traduzione. Alcuni studiosi sostengono che 'pollice girato'—'pollice verso'—volesse dire morte. Ma non è chiaro se fosse su, giù o di lato. Nell’arte antica a volte si vede un pugno col pollice nascosto per risparmiare una vita.
Come nasce il mito?
Il gesto moderno nasce da un quadro del 1872—'Pollice Verso' di Jean-Léon Gérôme—che mostra la folla col pollice verso il basso. Hollywood, a partire da 'Ben-Hur', ha copiato l’idea. Oggi tutti facciamo quel gesto, ma è teatro vittoriano, non realtà romana.
I testi antichi descrivono gesti, ma mai la regola 'pollice giù = morte'. Le prove suggeriscono che un pugno chiuso o il pollice premuto indicassero grazia, mentre un pollice girato o puntato poteva voler dire uccidere. L’idea del su/giù è tutta moderna.