Epitteto sulla Libertà
«Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso.» — Epitteto non parlava di schiavi e padroni; la ribellione è nella mente.

Epitteto ridefinisce la libertà.
Epitteto, nei Discorsi Libro II, scrive: «οὐδεὶς ἐλεύθερός ἐστιν ὃς οὐκ ἔστ’ αὐτοκράτωρ ἑαυτοῦ» — «Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso.» Uno schiavo che comanda i propri pensieri è più libero di un padrone schiavo delle sue passioni, sosteneva.
Le vere catene sono dentro di noi.
Per Epitteto, la libertà non viene concessa dalla legge—si conquista nella propria mente. Vedeva uomini in toga dominati da ambizione, paura, avidità; vedeva schiavi sereni. Comanda te stesso, diceva, e il mondo perde potere su di te.
Lo schiavo che superò i padroni.
Un tempo schiavo del segretario di Nerone a Roma, Epitteto zoppicava per una gamba rotta e un’infanzia dura. Insegnava in una stanza spoglia, ma studenti arrivavano da tutto l’impero. La sua lezione? Chiunque può essere libero, se comanda sé stesso—e questa verità ancora punge.
Epitteto conosceva la schiavitù sulla propria pelle. La sua filosofia trasforma la libertà in una battaglia interiore, non in uno status legale.