Oggi nella Storia: il 29 maggio era un Dies Comitialis
29 maggio a Roma: il Foro si riempie di urla e discussioni—è un altro dies comitialis, il giorno in cui i cittadini decidono le leggi all’ombra del Campidoglio.

Andrea Sacchi — "Marcantonio Pasqualini (1614–1691) Crowned by Apollo" (1641), public domain
Oggi Roma apre le urne.
Nei giorni segnati come dies comitialis, ogni uomo libero di Roma poteva votare, approvare leggi e persino processare i magistrati. È il battito del cuore della città—passi sul marmo, grida che si rincorrono, corpi che si accalcano nel Foro.
Il potere di una mano alzata.
Non tutti i giorni a Roma era possibile. La maggior parte era bloccata—niente affari, niente voti. Ma in un dies comitialis come oggi, il destino della città era in gioco. Una legge poteva nascere, un esilio finire, un console essere scelto.
Giornate come questa permettevano ai Romani di plasmare il proprio destino—bastava presentarsi e alzare una mano.