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Oggi nella Storia: il 18 giugno era un Dies Comitialis

18 giugno sul calendario romano: sulla bacheca ufficiale della città campeggia dies comitialis—la voce di Roma è pronta a decidere e a combattere, a colpi di dibattito.

Oggi nella Storia: il 18 giugno era un Dies Comitialis

Unknown — "Silver denarius of Postumius Albinus" (ca. 96 BCE), public domain

Il Foro brulica di voci.

Il 18 giugno non era un giorno qualunque a Roma. Sul calendario c’era scritto dies comitialis—giorni in cui gli affari della città si spostavano da templi e tribunali alle assemblee all’aperto. Ogni cittadino poteva parlare, votare e contribuire a scrivere la legge.

Affari, dibattiti e pericolo.

Le leggi potevano essere rovesciate, i magistrati richiamati, la direzione della Repubblica cambiata in poche ore. Questi giorni erano preziosi per il popolo—e temuti da chi comandava—perché davvero tutto poteva succedere.

In un dies comitialis, i romani potevano votare, approvare leggi e sfidare apertamente i leader. Per un giorno, i cittadini comuni ribaltavano l’equilibrio del potere.

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