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Oggi nella storia: il 15 maggio era un Dies Comitialis

15 maggio a Roma: i cittadini affollano il Foro, rotoli in mano—oggi è dies comitialis, il giorno del voto, dei dibattiti e del vero potere.

Oggi nella storia: il 15 maggio era un Dies Comitialis

Unknown — "Bronze statue of the emperor Trebonianus Gallus" (251–253 CE), public domain

Oggi la parola passa al popolo.

A Roma, non tutti i giorni erano fatti per la politica. Il 15 maggio era un dies comitialis—un giorno raro in cui i cittadini potevano riunirsi, votare e discutere cause o nuove leggi nel Foro. I magistrati non si limitavano ad ascoltare i discorsi—dovevano contare ogni mano alzata.

Un calendario che governava la repubblica.

Il calendario romano segnava i dies comitiales con una semplice 'C'. In tutti gli altri giorni—dies nefasti, fasti o feste sfortunate—gli affari pubblici erano vietati. Per secoli, la repubblica si è retta su queste minuscole dosi di democrazia. Anche il tempismo del potere era un rituale a sé.

Il calendario romano decideva con precisione quando la politica poteva esistere. In un dies comitialis, ogni voce contava—almeno sulla carta.

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