Cicerone sulla Gratitudine
«Gratitudine non è solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre.» Cicerone, in latino: «Gratia non solum maxima virtus est, sed omnis aliarum virtutum parens.»

Nicolas Poussin — "Midas Washing at the Source of the Pactolus" (ca. 1627), public domain
La radice di ogni virtù, in latino.
Cicerone, nel Pro Plancio (paragrafo 80), scrive: «Gratia non solum maxima virtus est, sed omnis aliarum virtutum parens.» — “La gratitudine non è solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre.” Lo scriveva mentre il mondo di Roma andava in pezzi.
Perché la gratitudine prima di tutto?
Per Cicerone, senza gratitudine il coraggio diventa arroganza, la giustizia si trasforma in crudeltà e la saggezza si spreca. Ogni virtù romana—pietas, fides, fortitudo—nasce dal riconoscere ciò che devi agli altri. È umiltà in azione, e uno scudo contro la corruzione.
Per Cicerone, la politica era una guerra per l’anima—la gratitudine non era solo un sentimento, ma la base di ogni altra forza che Roma ammirava. Perderla significava far crollare tutto.