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Chirurgia Romana: Vino Rosso come Anestetico

Sei su un tavolo operatorio nell’antica Roma. Prima che arrivi il coltello, ti porgono una coppa di vino rosso forte—la tua anestesia per la notte.

Chirurgia Romana: Vino Rosso come Anestetico

Unknown — "Head of a Bearded Man" (c. 125 CE), CC0

Vino rosso prima del coltello

Sei su un tavolo operatorio nell’antica Roma. Prima che arrivi il coltello, ti porgono una coppa di vino rosso forte—la tua anestesia per la notte.

La ricetta di Galeno

I chirurghi romani—soprattutto Galeno, il medico dell’imperatore Marco Aurelio—usavano vino puro per attenuare il dolore e disinfettare le ferite. Un flusso costante per il paziente, e una spruzzata direttamente sul taglio. L’alcol intorpidiva, puliva e rendeva il mondo abbastanza sfocato da sopportare una gamba rotta o un dente strappato.

Una fuga d’annata

Né etere, né oppio: solo Falerno d’annata e un po’ di fortuna. La medicina romana si affidava molto all’uva. A volte funzionava. Altre volte il paziente semplicemente non ricordava più nulla.

I chirurghi negli ospedali romani usavano vino puro per disinfettare le ferite e attenuare il dolore. Galeno, il medico celebrità di Roma, lo prescriveva per tutto: dalle amputazioni alle estrazioni dei denti. Immagina affrontare un’operazione importante con solo qualche sorso di Falerno d’annata a darti coraggio. L’alcol intorpidiva, disinfettava e—quando il dolore diventava insopportabile—ti portava lontano dal presente.

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