Democrazia ateniese: Per tutti?
Ogni cittadino un elettore, ogni voce ascoltata—Atene come culla della democrazia. Ma 'cittadino' voleva dire 'maschio adulto con genitori ateniesi.' Quasi tutti gli altri erano esclusi.

Atene era una democrazia per tutti?
Immaginiamo l’Antica Atene come il modello delle nostre democrazie—ogni persona libera a discutere sulla Pnice. In realtà, il voto spettava solo a una stretta cerchia: maschi adulti nati liberi da due genitori ateniesi.
I numeri raccontano un’altra storia.
Donne, schiavi (la maggioranza) e meteci (stranieri residenti) non potevano mai partecipare alla politica. Su tutta la popolazione, solo circa il 15% poteva parlare o votare nell’assemblea. Era rivoluzionario per l’epoca—ma lontanissimo dall’essere universale.
Perché il mito è cresciuto?
Gli scrittori dell’Ottocento presero Atene come ideale. Solo con gli occhi di oggi salta all’occhio l’esclusione. Ma già allora, alcuni critici antichi—come Aristotele—discutevano su chi meritasse davvero il titolo di 'cittadino.'
Su una popolazione forse di 250.000 persone, meno di 40.000 potevano votare—e donne, schiavi e stranieri non avevano voce. La 'democrazia' sotto cui viveva la maggior parte degli Ateniesi era tutt’altro che universale.